C’ERAVAMO TANTO AMATI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS OVVERO L’ACCOZZAGLIA AL POTERE

Come è arcinoto, il Sindaco ha disarcionato la propria vice, Serena Schillirò, lo scorso 14 aprile.

Le motivazioni formali contenute nell’atto ufficiale predisposto dal Sindaco (in realtà - secondo la Schillirò - predisposto da altri) appaiono risibili.

Per cercare di comprendere meglio occorre leggere il post della disarcionata del 16 aprile.
Allora possiamo apprendere che i veri motivi (secondo la Schillirò) di un atto così grave sono:

🔴 Primo motivo: “la controversia è di carattere <<culturale>>, tra chi come me vaglia la documentazione e i riferimenti normativi per mettere in atto azioni amministrative, e chi invece è più portato ad operare in modo diverso, facendosi tirare la giacca da chi sottopone alla sua firma atti che spesso non hanno una visione strategica complessiva e non sono stati preventivamente condivisi”.

A meno di un anno dalle elezioni la Schillirò si accorge di una diversità culturale con Chiarenza di carattere radicale; una differenza di visione e di obiettivi.

Giunge al punto di accusarlo di non avere spina dorsale ma di essere alla mercé di chi gli fa adottare atti difformi dal programma elettorale e frutto di obiettivi personali.

Tuttavia, non indica chi sono questi burattinai che perseguono fini propri con il concorso, più o meno complice, più o meno libero, del Sindaco.

FACCIA I NOMI, GLI ELETTORI HANNO ELETTO UN DECISORE E APPROVATO UN PROGRAMMA. NON È CONSENTITO CHE A GOVERNARE AIDONE SIANO DECISORI CELATI CHE PERSEGUONO PROGRAMMI INCONFESSABILI.

🔴 Secondo motivo, la pubblicazione il 5 aprile da parte dell’ex vice di un post su facebook nel quale rendeva noto che era stato emanato un decreto Regionale contenente una misura di supporto alle famiglie che attraversano un momento di crisi dovuta all’emergenza Covid-19; nel post spiegava che trattandosi di fondi europei fossero sottoposti a rendicontazione e non potevano che essere gestiti secondo le linee guida emanate dalla Regione, non lasciando alcuna discrezionalità e/o valutazioni politiche sulle modalità di utilizzo.

Questo motivo, seppure volutamente non approfondito, mi sembra molto importante.

Infatti, letto insieme con il precedente provvedimento dell’amministrazione, quello dei pacchi alimentari che tante critiche ha suscitato, se ne comprende la vera portata.
In altre parole, la Schillirò, qui, esemplifica quanto scritto a proposito di diversità culturale.

Dice chiaramente che mentre con il primo provvedimento si è proceduto ad una gestione discrezionale, clientelare e opaca approfittando del fatto che i fondi governativi non prevedono rendicontazione, ora bisogna cambiare radicalmente registro.

Circa la mancata previsione di rendicontazione stiano “sereni” entrambi (ex vice e Sindaco), il nostro ordinamento non prevede in nessun caso l’utilizzo di fondi pubblici senza una rendicontazione puntuale.

Se hanno equivocato il tenore dell’ordinanza della protezione civile la Corte dei Conti, presto o tardi, glielo chiarirà.

IN QUESTO CASO LA SCHILLIRÒ MI È SEMBRATA PIÙ ESPLICITA RISPETTO AL PRIMO MOTIVO.

🔴 Terzo motivo: “la mia rinuncia all’indennità di Vice Sindaco sin dall’insediamento”.

Secondo l’ex vice: “Nella lettera di rinuncia all’indennità era stato dato indirizzo politico per la costituzione di un capitolo di bilancio denominato <<Attività finalizzate allo sviluppo socio-economico, all’attivazione lavorativa, anche attraverso misure finalizzate all’innalzamento dell’occupabilità ed eventuali emergenze sanitari>>” … “essendo trascorsi diversi mesi senza che la Giunta ne prendesse atto, e trovandoci ad attraversare un momento difficile, avendo ulteriormente sollecitato il provvedimento, apprendo dagli uffici che l’atto non è andato in Giunta per volontà del Sindaco”.

Questo motivo è il più debole dei tre.

Non vorrei infierire ma mi sembra, citando Fantozzi, “una cagata pazzesca”.

🅰️ La rinuncia è un atto unilaterale che non abbisogna di prese d’atto o di accettazione da parte di chicchessia (un’abile amministratrice non può non saperlo).
Va da sé, quindi, che non occorreva alcun passaggio in Giunta.

🅱️ L’istituzione del capitolo di bilancio ove riversare il frutto della rinuncia mi suona come l’albero di Bertoldo.
Rammento la storiella a chi non la ricordasse: Bertoldo, condannato all'impiccagione, chiese almeno di poter scegliere l'albero a cui essere appeso. Naturalmente l'albero adatto non si trovò mai e Bertoldo la scampò.
Ora, non avendo mai approvato il bilancio di previsione 2019, la Giunta come caspita poteva istituirlo un capitolo di un bilancio inesistente?
Suvvia Serena, mostra un po’ di amor proprio, mi rifiuto di credere che non ti rendi conto dell’enormità che hai affermato!

🆎 La notizia della rinuncia all’indennità, con abilità mediatica, la nostra l’ha data, coram populo, in una risposta indiretta a me, in un post di un nostro concittadino (25 marzo). In quell’occasione ha affermato che la rinuncia era cosa avvenuta da tempo.
BUGIA, tanto allora quanto ora.
Infatti, con determinazione n. 57 del 30 marzo 2020 il responsabile dell’area affari generali ha impegnato la somma di euro 42.167,64 per le indennità agli amministratori del 2020, vicesindaco (Schillirò) compresa.

Infine, il gruppo politico che sostiene e supporta la Schillirò rappresentato in consiglio comunale da Carmela Minincleri lascia intendere che la decisione del Sindaco sia stata solitaria e sfida le altre componenti della coalizione a far conoscere la propria posizione in proposito.

Attendiamo, quindi, di conoscere cosa ne pensano i Curiazi, quelli di Aidone val Bene il Comune, quelli che fanno riferimento ad un noto legale piazzese con il pallino di eterodirigere le amministrazioni comunali di Aidone e Piazza Armerina e gli stessi Chiarenzotti.

Fin qua la disarcionata.

Vediamo la risposta del disarcionante.

La risposta la troviamo in un post del 18 aprile.

Con fare paternalistico il Sindaco spiega che è proprio compito rimuovere i suoi collaboratori quando deflettono dai loro compiti, quando non lavorano indefessamente, mane e sera.

In particolare, rimprovera all’ex vice, di non aver risolto l’epidemia da coronavirus (ma dove avrebbe dovuto risolverla, ad Aidone, in Sicilia o financo in Italia?).

Battute a parte, la rimprovera di violare il programma elettorale (la stessa accusa che la Schillirò aveva rivolto a lui).

Le rimprovera il suo apparire e riduce a questo la grave accusa che gli aveva rivolto la Schillirò a proposito di differenza culturale nell’amministrare.

Sempre per fare una battuta potremmo dire che la Schillirò ha commesso nei confronti dei suoi colleghi il grave reato di lesa “selfità”, infatti solo al noto “selfista” Ciantia (l’assessore dalle deleghe da far tremare i polsi) è riservato il compito dell’apparire sui social, di descrivere piuttosto che fare: a ciascuno il suo.

Poi fa riferimento a non meglio precisati “bassifondi intellettuali degli intrighi complottisti e destabilizzanti”, espressione criptica degna del migliore George Orwell, l’autore di 1984.

Conclude dicendo che:

“È mio compito oltre che mio dovere perseguire l’obbiettivo del bene della nostra comunità con un lavoro costante e sereno, senza possibilità di compromessi o ricatti”.

Ma è proprio questo che la Schillirò gli imputa: il mancato perseguimento del bene comune, l’asservimento ad interessi e soggetti esterni alla giunta e l’essere oggetto di tirate di giacca.

La risposta che Chiarenza riserva alla sua ex vice la definirei banale e reticente, non risponde alle accuse e non ne rivolge a propria volta.

Trattasi di un’ammissione di colpa o tiene in serbo l’artiglieria pesante?

Ma, visto che Chiarenza ha sbandierato che è suo compito perseguire l’obiettivo del bene comune allora voglio rivolgergli alcune domande.

 Che ha a che fare con il bene comune occupare arbitrariamente un ampio suolo pubblico “gratis et amore Dei” per festeggiare la vittoria elettorale?

 Che ha a che fare con il bene comune, non appena eletto, sperperare diverse decine di migliaia di euro per un lavoro discutibile affidato a impresa vicina?

 Che ha a che fare con il bene comune privarsi di un segretario comunale senza indicarne le ragioni e sostituendolo solo sulla carta?

 Che ha a che fare con il bene comune affidare ad un solo soggetto gran parte dell’apparato burocratico del comune?

 Che ha a che fare con il bene comune nominare una dipendente (peraltro politicamente esposta) responsabile di un’area e poi, con atti palesemente raffazzonati (per non dire peggio), revocarla?

 Che a che fare con il bene comune non approvare il rendiconto 2018, cosa che impedisce al comune di ricevere trasferimenti finanziari statali per oltre un milione di euro?

 Che ha a che fare con il bene comune non approvare i bilanci di previsione 2019 e 2020, cosa che impedisce al comune di affrontare qualunque spesa che non sia obbligatoria?

 Che ha a che fare con il bene comune rinunciare a chiedere i fondi del PSR Sicilia 2014/2020 per il rifacimento delle dissestate strade rurali comunali?

 Che ha a che fare con il bene comune spostare senza ragione il mercato settimanale?

 Che ha a che fare con il bene comune variare gli orari di apertura pomeridiana del comune per l’interesse di una sola persona?

 Che ha a che fare con il bene comune inviare cartelle di pagamento arretrate della tassa rifiuti agli aidonesi senza affrontare il problema della loro ingiustizia?

 Che ha a che fare con il bene comune fare i pacchi invece di dare i buoni alla gente che ha bisogno di aiuto, cosa degradante e opaca?

Queste sono solo alcune delle domande che ho già fatto con appositi post su facebook e che sono rimaste puntualmente inevase.

Cari Chiarenza, Schillirò, Curiazi tutti e ammennicoli vari, dite realmente come stanno le cose.

A distanza di un anno dalle elezioni vi siete tolti (meglio, vi è caduta) la maschera, il motto di Chiarenza: “intransigente garante di trasparenza, onestà e competenza” è diventato una barzelletta di dubbio gusto e il bene, da comune, è diventato quello di un notabilato autoreferenziale che si sente detentore esclusivo del diritto di sedersi sugli scranni del Comune, in qualunque posizione, con qualunque ruolo, per fare tutto e il suo contrario.

🔴 P.S. CI AVETE ROTTO I CABBASISI, PER NON DIRE DI PEGGIO, QUANDO ENTRAMBI, CON MESCHINITÀ E CINISMO DEGNI DI PEGGIOR CAUSA, METTETE DI MEZZO LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS, L’UNA PER DIRE CHE NON ERA IL MOMENTO PER ESSERE DEFENESTRATA, L’ALTRO PER GIUSTIFICARE LA DEFENESTRAZIONE.

🔴 LA PANDEMIA HA CAUSATO LUTTI, DANNI MORALI E MATERIALI E COSTRINGE NOI TUTTI A SACRIFICI, NON TIRATELA IN BALLO PER GIUSTIFICARE LE VOSTRE BEGHE DI BASSA LEGA.

Ceravamo tanto amati locandina poster cinefacts


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